Esami di kendo a Torino: 27/28 Ottobre

Lo scorso fine settimana Torino ha avuto il piacere di ospitare gli esami di kendo da 1^kyu a 2^dan; la commissione era composta da Lancini, Zago, Livolsi, Ma e Simonelli, e si sono presentate nelle tre categorie più di sessanta persone.
Ma in cosa consisteranno mai questi esami? Esaminiamoli più nel dettaglio!

Il primo kyu è il primo esame che si può sostenere a livello federale, generalmente lo si sostiene dopo circa sei mesi/un anno di pratica e consiste nel “Kirikaeshi” (una sequenza di colpi alla testa o “Men” codificati in modo specifico), nel “Jigeiko” (combattimento libero) e in una serie di “Kata” (nel caso del primo kyu vanno eseguite tre forme con la spada di legno o bokutō ); per poter essere promossi bisogna ottenere il voto favorevole di almeno tre membri della commissione su sei, in alcuni casi molto poco felici si può passare la prima parte dell’esame (kirikaeshi e jigeiko) ma venire bocciati nei kata: bisognerà quindi ripresentarsi nella prossima sessione d’esame e sostenere solo la seconda parte, possibilmente cercando di ottenere un risultato positivo!
Per quanto riguarda gli esami da 1^dan il menù è lo stesso del 1^Kyu, anche se la commissione sicuramente pretenderà un livello più alto visto che si può considerare l’equivalente di una cintura nera; chi sostiene il 2^dan fa solo il Jigeiko e i Kata (cinque forme) , ma non è detto che questo giochi a suo vantaggio: sono molti gli elementi che vengono valutati e ci si aspetta sempre il massimo che ognuno può dare!

All’ultimo appuntamento di Torino cinque persone hanno rappresentato la Shubukan agli esami mentre  Irene Depetris collaborava con la segreteria Cik per far si che tutto si svolgesse al meglio; Riki Armigliato, Federico Argano e Davide Toso hanno sostenuto tutti il primo kyu, Nicolò Motta ha sostenuto il primo dan mentre per il secondo dan si è presentato Alberto Demartini.

Nulla di fatto purtroppo per Davide Toso e Alberto Demartini, promossi invece tutti gli altri; essere bocciati ad un esame non è mai piacevole, sopratutto considerando la quantità di tempo e passione che ognuno di noi investe nella pratica, ma siamo sicuri che servirà a tutti noi (esaminandi o meno, principianti e gradi alti) per impegnarci ancora di più e migliorare il nostro kendo!

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