Iaido & Friends, quando sono gli amici a fare la differenza.

La nostra amica Silvia Salati, della DO Academy Torino, ci racconta il seminario “Iaido & Friends” , dedicato alle discipline di Iaido e Jodo,  con il maestro Mansfield, 7^Dan kyoshi. 

“In libreria scelgo cosa devo leggere dalla copertina, dal titolo dei volumi che mi capitano in mano, più o meno per tutti i lettori è così, nello stesso modo quando partecipai alla prima edizione del seminario iaido&friends (ben 3 anni fa!) fui effettivamente accattivata dal nome.

Lo iaido, e chi lo pratica lo sa, è strada lunga, a volte monotona, sicuramente difficile, non compiacente e senza scorciatoie. Per questo motivo ci vogliono gli amici! Solo In questo modo le difficoltà si trasformano in sfide e  la fatica in passione e divertimento.

 

Con questo spirito  siamo arrivati alla 4^edizione

cominciamo dai numeri:

5 settimi dan

3 sesti dan

3 quinti dan assistenti alle lezioni

50 praticanti

Giorni bellissimi, appasionanti ed impegnativi, organizzazione perfetta, compagnia consolidata.

L’up – grade di quest’anno è stato il maestro Mansfield, 7 dan kyoshi, che ci ha regalato la sua presenza e il suo prezioso e allegro insegnamento; tutti noi siamo stati stimolati a cercare risposte a domande che non ci eravamo mai fatti (io almeno di sicuro!), abbiamo iniziato ad approfondire il significato originale di questa pratica e abbiamo esplorato come  possa interagire nella nostra crescita.

L’originalità dell’insegnamento di Mansfield sta, a mio parere, proprio in questo punto.

Durante le ore di pratica abbiamo infatti sperimentato la trasformazione dalla forma dei kata, al contenuto, alla sostanza.  Mansfield cI ha messo alla prova, dovevamo credere fino in fondo in quello che facevamo, dovevamo essere efficaci comprendendo anche il ritmo corretto con cui eseguire le tecniche.

Abbiamo lavorato su 3 kata al mattino e su 3 kata al pomeriggio, immaginando di avere sempre il nostro nemico davanti.

Personalmente sono rimasta colpita da come, attraverso la pratica dello iaido, si possa imparare a credere in se stessi e come questa fiducia sia l’esatto contrario dell’arroganza, il difficile sta proprio in questo passaggio: certamente dobbiamo migliorare e progredire, ma non ci sono alibi dietro i quali nasconderci, dobbiamo essere noi stessi fino in fondo esattamente come siamo ora, in questo luogo e momento. Come per la via della spada, per esplorare la propria natura ci vuole coraggio, per questo motivo l’importante è il cuore.

Durante la lezione di sabato maestro Mansfield ci ha chiesto cosa fosse per noi il pensiero positivo, sono state date molte risposte: positivo è esserci, avere autostima, credere  in noi stessi, esercitare l’osservazione, ma soprattutto è necessario sporcarsi le mani, praticare in maniera non superficiale, andando oltre la precisione e l’estetica. Solo in questo modo si può progredire.

La domenica, con l’organizzazione dei 7 dan italiani, ci siamo divisi per lavorare sui kata delle scuole antiche. Lavorare insieme ha dato grande soddisfazione a tutti.

il sabato sera abbiamo onorato l’essere amici cenando insieme in piola, splendida serata!

Ripartono gli allenamenti quotidiani, ma qualcosa è già cambiato!”

Per tutte le foto scattate dalla nostra Stefania nei due giorni di seminario vi invitiamo a fare clic qui!

Alle parole di Silvia vogliamo aggiungere gli appunti di pratica del nostro Testa Felice. 

“L’ALLIEVO  VESTITO DI BIANCO

L’insegnante scrive gli errori ,sulla manica, sulla spalla, sull’hakama, piede davanti-dietro.
Di errori ne facciamo davvero molti pur essendo convinti di essere nel giusto.

Dopo anni di  correzioni la divisa sara’ nera e l’allievo avrà imparato qualcosa.

CAMMINATA

Entrata per esame solo uno e passato al primo tentativo, altri hanno dovuto ripetere.
Non siamo concentrati ma molto preoccupati…

SALUTO

E’ divertente giudicare gli insegnanti!
Erano tutti in fila.

Il primo troppo veloce (aveva fretta, e i talloni?): qualche voto
Il secondo tutto perfetto (troppo): molti voti
Il terzo  normale: 1 voto da Simona perché non era stato votato da nessuno!


Andavano tutti bene ognuno con la propria caratteristica:

Nicola per la morbidezza
Andrea per la concentrazione
Stefano non ho capito!

PRATICA CON VISUALIZZAZIONE

L’avversario. Cosa sta facendo?
Si sta mettendo dove deve essere o mi mette in difficoltà e devo cambiare katà? Ma se penso troppo sono morto!
Siamo in grado senza pensiero di passare da una forma ad un’altra?
Alcuni di noi si sono presi qualche legnata col bokuto praticando con il Maestro (risatine sue e del pubblico!)
Chi ti vuole uccidere non ha scrupoli. Non guarda se ha i piedi paralleli, se il tenouchi e’ corretto.
Quindi erano troppo vicini al bokuto, lenti nel reagire, con scarso zanshin, o non capivano quello che si voleva da loro?

CONVINZIONE DI COLPIRE

L’avversario lo vediamo che sta per estrarre o ha già estratto? La Bibbia dice prendendogli il tempo e dominando la situazione, che faccio? (gli faccio una pernacchia, gli offro un aperitivo,gli do una pacca sulla spalla e gli dico:
” è meglio se vai” ?)

Lo colpisco e taglio con convinzione per poi finirlo.

ZNKR BIBBIA

Il Maestro ha impiegato anni per tradurre la bibbia perché fosse comprensibile a culture diverse, ma si raccomanda di non esagerare nella ricerca tra le righe: potremmo essere sviati (ritengo utile quando si hanno problemi con la versione italiana confrontarla con quella di Mansfield )

FAR PREOCCUPARE CHI CI E’ DAVANTI  (FIGHTING SPIRIT )

Ha fatto vedere come fare lo tzuki di morote ed effettivamente la cavia ha cambiato espressione.
Io che ero di fianco non mi sono accorto della differenza di esecuzione.
Sarà una differenza di atteggiamento interno non percepibile se non a chi la sta subendo ?

KATA IN CUI SI GIRA LA TESTA: 4° 6°  8° 10°

Ma si gira veramente? Non l’ho vista girare al Maestro, dice che girando il corpo c’è tutto il tempo di guardare per colpire.
Ma la commissione che ti giudica vuole vedertela girare o no?

SIGNIFICATO DELLO IAI

Ha chiesto di esprimere con una parola il significato dello Iaido.
Ci ha interrogati tutti ed a ogni parola di risposta faceva un commento contestualizzandola nello Iaido.
Ha poi chiesto se avremmo preferito “sapere o capire”.
I pochi che hanno risposto “sapere“ sono stati abbracciati dal Maestro .

Mi spiace per quelli che hanno perso l’ occasione di questo Stage con Mansfield sensei e molti alti gradi italiani di laido.

Grazie Maestro Mansfield, è stato divertente uscire dalla Confort zone e essere consapevoli che il cammino e’ appena iniziato.

 

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